Attività della RSA

La “biblioterapia” utilizza il libro come strumento per potenziare e sviluppare le abilità cognitive, affettive e relazionali, attraverso l’approccio creativo al testo. Il libro diventa così uno strumento per promuovere il benessere, grazie alla lettura e alla narrazione.

La biblioterapia si affianca ad altri strumenti nel contrastare il naturale decadimento cognitivo tipico della terza età. Dal marzo 2025, all’interno della RSA di Villa Giuseppina, vengono svolti settimanalmente laboratori di biblioterapia. Durante gli incontri, viene selezionato un libro o un brano rappresentativo, che viene letto e condiviso mediante modalità espressive. Le ospiti sono invitate a esprimere liberamente, senza alcun giudizio, le sensazioni e i pensieri suscitati dalla lettura.

Per l’anziano, questo significa allenare la capacità di accedere al proprio bagaglio mnestico ed emotivo e, condividendo le proprie riflessioni con le altre ospiti, dare vita a un nuovo spazio di contenuti e relazioni condiviso.

Durante i laboratori di biblioterapia dedicati al benessere, abbiamo letto storie di sante ed eroine, di donne e di personaggi della mitologia. La lettura aiuta a rafforzare le nostre conoscenze, consolidarle, ampliarle e, attraverso il lavoro di gruppo, a migliorare anche la conoscenza reciproca: donne fra donne!

Vi presentiamo le nostre riflessioni e i commenti emersi durante i laboratori di biblioterapia per il benessere.

SANTA RITA DA CASCIA

santaritaEra una Santa sposata, amava il marito ed i figli. Aiutava tutti, sia quelli che erano ricchi, poveri e chi non le voleva bene.
È sopravvissuta a tutte le difficoltà, anche a quelle relative al monastero in cui viveva.
Era una donna coraggiosa perché aiutava. Non è semplice aiutare le persone perché non è facile capire gli altri non urtando la loro sensibilità.
Era buona, esprimeva la bontà con i fatti. Essere buoni è una virtù e lei la esprimeva amando i figli, il marito e confidando nel Signore.
È stata una donna che ha espresso la bontà attraverso il perdono.
Era generosa!
Rapita dal Signore!
È stata un’eroina della storia. Perdonava perché buona, aveva fede e fiducia nel prossimo.
Dio le ha dato la marcia in più per poter perdonare anche e soprattutto chi la biasimava e la torturava.
È stata un’eroina perché è rimasta attaccata a Dio

CLEOPATRA REGINA D’EGITTO

cleopatraEra una donna coraggiosa, sapeva il fatto suo. Era partita come una ragazza come tante, ma figlia di nobili, e divenne regina d’Egitto mettendo da parte il fratello Tolomeo. Era ambiziosa, molto risoluta, di carattere, bella. Ha usato la sua bellezza per ammaliare il “nemico” romano. Ha sedotto Giulio Cesare e Marco Antonio con le sue arti di seduzione. Potrebbe aver usato quest’arma femminile di seduzione per proteggere proprio il suo popolo. Forse era l’unica arma che aveva. Si, certo, però aveva tanta bramosia di potere, era intrigante. Riusciva a mettere gli uomini sotto di sé: era scaltra!
Non corrisponde ad un ideale di sorella, né di amica, troppo assetata di potere. Non è una vicina, un’amica ideale, a cui chiedere aiuto, troppo centrata su sé stessa. Possiamo domandarci se fosse una persona, una donna felice e serena. Quando si innamorava era felice. Aveva i suoi problemi riguardo le questioni di stato, con suo fratello. No, non era felice, non sono né i soldi, né il potere che fanno la felicità. Chissà se ha avuto un’amica vera accanto a sé? No, forse l’amore, ma è durato poco, forse per convenienza o vanagloria.
Lei era l’imperatrice, la regina, e non poteva né essere schiava, né sottomessa. Aveva paura della vecchiaia.
Cleopatra era una donna che ha usato gli uomini, e se fosse stata un uomo, con tante amanti, l’avremmo forse giudicata meno.
Una donna viene sempre più giudicata rispetto ad un uomo, e forse sarebbe stata meno risonante.

ASPASIA DI MILETO

aspasiaQuesta è la storia di una donna curiosa, studiosa, con una gran voglia di sapere e di studiare. Aveva pensato di raggiungere Atene per continuare e approfondire i suoi studi, sposarsi, e avere una vita piena. Ma in quel periodo Pericle, il Re, aveva stabilito che le “straniere” non potevano sposare uomini ateniesi. Lei ha continuato la sua battaglia, non si è sposata come avrebbe voluto, però, caso ha voluto, che proprio Pericle si innamorasse di lei, affascinato ed ammaliato dalle sue capacità culturali. Non si sposarono, ma lei continuò il suo “lavoro” come filantropa, cultrice della storia, della filosofia, delle scienze tutte.

Dopo la lettura...

“Mi incuriosisce Pericle, più di Aspasia. Avrebbe dovuto cambiare la sua legge per tutti, e non abusare del suo potere, ma se avesse cambiato la legge avrebbe perso il controllo della situazione” (Michela. B.)
“Ancora tuttora ci sono paesi dove la donna è inferiore all’uomo” (Maria)
“È riuscita a raggiungere i suoi obiettivi. Una donna moderna che ha cambiato l’opinione pubblica di Atene e anche di altri posti. Coraggiosa, brava, prepotente, ma pure un po’ paraventa” (M. Rosaria)
“Da straniera, è diventata la compagna del capo della Grecia” (Assunta)
“Aspasia ci ha saputo fare perché era una donna bella e piena di fascino, intelligente, e sapeva parlare. Una buona comunicatrice” (M. Teresa)
“Sapeva il fatto suo: di essere bella e piacente” (Veronica)
“Molto intelligente, e sapeva esprimere le proprie idee” (Silvia)
“Era socievole, ma sicuramente anche tanto aspra” (Anna Maria)
“Aspasia era una donna moderna per quei tempi, c’erano le leggi razziali anche allora. Pericle ha fatto l’eccezione che conferma la regola, ha fatto la legge e ha trovato l’inganno” (M. Gabriella)
Ma c’è qualcosa che scricchiola in Aspasia? Era una “schiava” d’amore, e l’amore l’ha tolto anche alla moglie di Pericle. E se fosse andata a Sparta o Roma, invece di Atene?
“Sarebbe diventata una schiava?!”
“Sarebbe andata bene”
“A Roma non sarebbe neanche arrivata!”

ELLA FITZGERALD

ellaCi ha incuriosito leggere la vita di una cantante jazz con una voce così potente da conquistare il grande pubblico e di essere ricordata come una donna che ha saputo, nonostante le difficoltà, essere ricordata in molti angoli del mondo.
Ci ha colpito la sua vita travagliata, sin da bambina, nella lontana America del nord. Le peripezie per superare i pregiudizi sociali legati alla condizione economica ed al colore della pelle, in un’epoca in cui essere tenaci era molto difficile.
Abbiamo pensato ed abbiamo detto di lei:

“Una donna caparbia e coraggiosa”
“Quando si può vincere il pregiudizio puntando sulle proprie risorse!”
“Affascinante, una vita veramente affascinante nonostante i problemi e gli spostamenti da una città all’altra”
“Ha saputo combattere, si è battuta anche per gli altri, altre persone si sarebbero ritirate”
“Ha avuto un’infanzia molto tribolata”
“Ha avuto fascino della persona e nella persona”
“Tanto coraggio e tanto coraggiosa” “Una donna intelligente, ha azionato la sua vita sia nel bene che nel male” “Caparbia”
“Ha lottato contro i pregiudizi, i soliti…” “Si è tolta dalla miseria facendo leva su sé stessa, nessuno la conosceva”.

BOUDICCA LA RIBELLE, LA REGINA GUERRIERA

boudiccaQuesta è la storia di una regina che ci ha colpito, non ne eravamo tutte a conoscenza. È la storia di una regina che nel lontano I secolo dopo Cristo, nelle lontanissime terre inglesi, ha avuto la forza ed il coraggio di combattere per la libertà del suo popolo contro i Romani. È stata considerata, dagli storici, anche una regina ribelle.
Ci siamo chieste il perché…

“Non si è sottomessa ai romani, ha mantenuto la promessa data al marito” “Era ribelle rispetto ai romani ma non rispetto al suo popolo”
“Non condivideva le idee di predominio dei romani”
“Ha colto le parole del marito per unire e far unire anche altre tribù vicine in conflitto fra loro”
“Ha saputo lottare con le armi”
“Era ribelle anche per il suo popolo che era forte e voleva essere libero da invasori”
“Una donna coraggiosa per le lotte che ha fatto”
“Comunque si è ribellata all’impero romano ed al concetto della donna di quel tempo”
“Lei era una donna in grado di guidare il popolo, era forte, aveva un carisma particolare. Altrimenti non avrebbe governato”.
“ Insomma, è stata una grande eroina”

PENTASILEA REGINA DELLE AMAZZONI

pentasileaQuesta storia ci ha colpito, narra la vita di un’eroina, è stata regina delle Amazzoni, un popolo di donne guerriere dell’Asia Minore. Si è contraddistinta per aver lottato durante la guerra di Troia insieme ad altre donne. Una storia, un mito un personaggio che ci ha fatto riflettere sull’essere donna e/o guerriera.
Le Amazzoni erano combattenti libere, radunate da Pentasilea che si trovò a combattere a tu per tu con Achille che aveva ucciso Ettore.
Ma chi può sentirsi come una Amazzone? Cosa significa essere una Amazzone?
Essere un’amazzone significa essere una donna bella e combattiva, coraggiosa, molto influente, capace di trascinare anche le altre! Un’eroina, combattente, che non si perde d’animo, non si fa sottomettere all’uomo, donne che sono andate controcorrente a quanto stabilito. Ma erano completamente libere? In realtà dovevano sottostare al potere maschile, se non altro per far essere sempre in vita la comunità. Le donne hanno raggiunto ben più tardi la libertà di essere completamente libere di studiare, lavorare. Nei secoli ci siamo modernizzate e liberate, l’uomo ha sicuramente dovuto fare qualche passo indietro.

“Io ho dovuto combattere tanto e sempre, e mi rivedo come un’amazzone” (Maria)
“Adesso che combatto sono anch’io come un’amazzone!” (M. Rosaria)
“Ogni donna che va contro il destino è un’amazzone” (Assunta)
“Io non mi sono sentita un’amazzone, ho fatto quel che potevo!” (M. Teresa)
“Siamo tutti uguali, non ci sono i più o i meno, ho fatto e non lo avrei immaginato!” (A. Maria A.)

Le Amazzoni moderne per noi:

  • Rita Pavone
  • Raffaella Carrà
  • Liliana Segre
  • Patty Pravo
  • Elisabeth Taylor
  • Sofia Loren

MATILDE DI CANOSSA

matildeÈ stata una figura di spicco all’interno della lotta tra il Papato di Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV. Ci troviamo nel medioevo durante la lotta per le investiture. Entrambi, Papa ed Imperatore, si contendevano potere e influenza politica. Matilde di Canossa era una potente feudataria, alleata del Papa, fu chiamata a fare da ponte fra i due contendenti. Ospitò Enrico IV presso il suo castello, nel 1077, dopo la scomunica ricevuta dal Papa che avrebbe impedito la sua corsa al potere ed evitato alleanze propizie con altri feudatari europei.
Matilde ospitò Enrico IV dopo suggerimenti e inviti provenienti dalla città eterna ma anche perché aveva sentimenti contrastanti nei confronti del re (suo cugino). Lo indusse a chiedere perdono dopo tre giorni e tre notti, fuori dal castello, sotto le intemperie meteorologiche vestito con saio!
La scomunica venne ritirata ed Enrico IV tornò “dimesso” al trono. Questa è la famosa “Umiliazione di Canossa”.
Abbiamo letto la storia e la vita di questa donna. Le nostre riflessioni su di lei…

“Matilde era una donna energica, risoluta. Ha messo fuori dalla porta il re, sotto la neve in accordo con il Papa Gregorio VII”
“Era bella, forse non proprio buona! Possessiva, molto possessiva”
“Averla come amica fa sentire protezione su tutto. È anche una donna che mette paura, autoritaria, forse se avesse avuto dei figli sarebbe stata meno autoritaria”
“Non era nemmeno tutta colpa sua, al di là delle apparenze e dei possedimenti, non era una donna molto felice. Una donna interessante era di polso”
“Potrebbe essere una Santa?
No! Anche se era amica e confidente del Papa!
A. dice: “Era bella, forte e tosta ed è per questo che era amica del Papa!”

CRISTINA DI SVEZIA

cristinadisveziaQuesta è la storia di una Regina che ha abdicato a favore del cugino.
Nasce in Svezia nel 1626, di religione protestante, eredita il trono dal padre, Gustavo II.
Nei primi anni viene sostenuta da buoni consiglieri ed insegnanti. Impara le lingue, la filosofia, le arti, viene colpita dall’importanza della cultura. Presto si rende conto che la vita di corte è inconciliabile con la sua voglia di libertà e di conoscenza. Decide di abdicare e di convertirsi al cattolicesimo. A Roma la notizia viene più che caldeggiata e accolta! Una protestante, regina, che si converte alla religione Cattolica!!??
Cristina organizza le pratiche per l’abdicazione e si trasferisce a Roma, nella città eterna, dove può vivere secondo i suoi principi di libertà e cultura. Qui organizza momenti ed incontri fra artisti e letterati, partecipa a pièce teatrali, quello che aveva sempre voluto! Anche essere una mecenate. Se ne sono dette su di lei, pareri favorevoli e non.
Anche noi abbiamo voluto conoscerla e abbiamo espresso il nostro pensiero su di lei.

“È stata una donna rivoluzionaria per i suoi tempi, una donna indipendente, una donna piena di energia, talento, e coraggio. Avrebbe voluto essere forse anche più libera”
“Va bene che era uno spirito libero, amava la cultura, le arti, però… andava bene come aveva scelto”
“Non accettava di essere regina perché era uno spirito libero. È stata sicuramente coraggiosa ad andare via dal suo paese, dal regno e dal governo, ma non è stata coraggiosa a restare”
“Non è stata coraggiosa a dare un’impronta di libertà, perché era inconciliabile”
“È stata contraddittoria, perché non era credibile, era eccentrica”
“Comunque una donna al di fuori dei suoi tempi”
“Ci viene da riflettere quanto la vita di corte sia e appaia bella, oppure no. Il potere di corte è sacrificato, ci sono molti impegni e non si è più liberi. Forse Cristina di Svezia ha fatto bene ad andarsene?
Rispetto a Matilde di Canossa è stata è più eccentrica, non una politica!

ISABELLA DI CASTIGLIA

isabelladicastigliaÈ stata un’imprenditrice! Si è fidata di Cristoforo Colombo! Ha capito che in quel marinaio italiano c’era del buono.
Prima di essere regina era “imperatrice”. È stata capace di comandare. È stata un po' tutto, un po' autorevole e un po' autoritaria, molto intraprendente. Amava il potere. La sua posizione l’ha portata ad avere coraggio, non ha voluto essere né comandata né sottomessa. Era importante mantenere il potere ed ha finanziato l’avventura ed il progetto di C. Colombo anche lui ambizioso ed un po' furbo!
Nella vita privata Isabella ha esercitato il potere con autorità, non era benevola. Forse ha provato un pizzico di amore ma il potere era più importante. Si sentiva a suo agio, stava nel suo ambiente e decideva lei per tutti. Forse i figli avranno avuto paura di lei. Per Isabella erano più importanti le alleanze politiche ed ha disposto di loro e delle loro vite organizzando matrimoni di convenienza.
Ora ci sono i social, la televisione, la radio, i giornalisti che entrano
nelle vite dei regnanti e dei potenti.
...e poi i figli non obbediscono come prima, non è più l’epoca giusta per … No, non è una donna simpatica! Accentratrice e ...manovriera!

MARIA STUARDA

mariastuardaÈ la storia di una donna che pur regina ha combattuto tutta la vita per una manciata di potere. Ha conosciuto, come Ulisse, “l’indole di molte genti” ma non ha potuto coglierne l’opportunità nella sua terra! Una donna con le sue contraddizioni e con le sue fragilità: una donna, una persona.
La Scozia, ai suoi tempi, era una terra di barbari e di pecore, governata in modo “approssimativo” rispetto al resto del Regno Unito. Per la piccola Maria viene deciso il trasferimento in Francia, alla corte dei sovrani, dove ricevette un’educazione raffinata. A 5 anni le viene destinato il Delfino, Francesco II. Torna in Scozia dopo la morte del marito Francesco II. Ritrova una Scozia fortemente influenzata dal protestantesimo che non riesce a dissipare. Lei profondamente cattolica, viene vista come una minaccia, entra così in conflitto con i protestanti inglesi e con sua cugina Elisabetta I di Inghilterra, divenuta regina. È una lotta aspra, dura che porta le due cugine a sfidarsi anche con complotti, lotte intestine, processi e la prigionia di Maria per ben 19 anni, “imprecisati “sensi di colpa e finti pentimenti.
Maria Stuarda fu giustiziata e noi dell’RSA abbiamo provato a definire con un aggettivo la sua vita:

  • avventurosa
  • audace
  • infelice
  • confidava nella giovinezza
  • coraggiosa
  • di verve giovane
  • estenuante, è andata oltre le proprie forze
  • triste, sempre alla ricerca della stabilità del potere, infelice già da piccola era stata destinata ad un bambino re di quattro anni e mezzo

Maria Stuarda pur essendo stata adultera, arrivista, assassina avrà pensato di sé come:

  • donna fascinante
  • donna vittima del potere
  • donna carnefice perché vittima
  • donna sfortunata
  • donna fortunata forse perché regina
  • non nata per essere e fare la regina
  • sofferente
  • ingabbiata
  • solo la morte l’ha salvata, infatti in punto di morte dice: “Vi perdono con tutto il cuore, perché ora io spero che porrete fine alla mia angustia!”

CATERINA DE’MEDICI

caterinaQuesta è la storia di una Fiorentina di nobile famiglia italiana, la famiglia De’Medici, vissuta in Francia, dove divenne regina. Non ebbe un’infanzia felice nonostante le nobili origi. Sua madre morì prematuramente, pochi giorni.
Dopo la sua nascita ed il padre, subito dopo! Rimase orfana a soli diciannove giorni e fu accudita principalmente dalla nonna, dalle zie e dallo zio, Papa Clemente VII che presto la diede in sposa al re di Francia per assicurarle un futuro migliore.
Non ebbe una vita facile, seppur nobile e regina. Ha dovuto anteporre le questioni di stato a quelle personali. Ha dovuto combattere in un ambiente in cui dominavano le lotte religiose e le lotte per il potere. Diventerà madre di dieci figli. Gli eventi l’hanno messa in secondo piano, non è stato facile “riconoscere” la donna dalla regina, tanti gli intrighi, le umiliazioni.

“Era vulnerabile, cambiava idea continuamente per adeguarsi alle situazioni” “Tutti la litigavano e volevano possedere il suo ruolo di regina”
“Lei non è stata felice, è stata usata. Si è trovata regina ma…”
“Regina a quattordici anni, troppo giovane, troppe responsabilità, nonostante fosse normale a quei tempi”
“Sarà stata felice quando ha avuto i figli”
“Felice ed infelice: felice quando regnava ed infelice quando è morto il marito” “Si è affidata alle stregonerie di Nostradamus, era superstiziosa, insicura.
Quelle comunque erano le cure dell’epoca i mezzi a disposizione, lei aveva perso la fede, l’orientamento. I poveri si rifugiavano nella religione, i nobili agli stregoni.

E Tu cosa avresti fatto al posto di Caterina?

“Sarei stata a guardare gli eventi”
“Mi sarei imposta di più e meglio”
“Avrei letto e mi sarei consigliata per avere maggiori informazioni su cosa e come fare”
“Sarei stata più amorevole con i figli, e non ne avrei avuto dieci!”
“Sarei stata sia autoritaria nel momento del comando e delle decisioni e autorevole nei momenti più tranquilli”
“Caterina De’ Medici sarebbe stata più esigente se si fosse imposta, o posta di più e meglio ai suoi sudditi”.
“Comunque, quante novità italiane ha portato alla corte francese”

Quando una canzone è anche poesia

La musica ha il potere di toccare i sensi, di svegliare emozioni e sensazioni. Sin dall’antichità i suoni hanno sempre accompagnato l’essere umano nella sua evoluzione e crescita. I suoni si sono articolati in melodie sempre più raffinate, si sono aggiunti testi, poesie che hanno dato vita al panorama della musica classica, moderna, leggera, contemporanea.

Ascoltare una melodia coinvolge i sensi ed attiva le risorse cognitive, affettive e relazionali. Noi dell’RSA abbiamo voluto immergerci nella musica ed abbiamo voluto cogliere il significato del testo delle canzoni, arie di opere. Abbiamo notato che qualche volta una coinvolgente melodia “nasconde” un testo con significati e messaggi interessanti.

Nei nostri incontri musicali, di Poesia-Musica ci siamo soffermate sia sul testo sia sulle note. La prima parte è di ascolto del brano, la seconda analisi del testo, riflessioni e confronto all’interno del gruppo su quel che ci ha colpito maggiormente.

Abbiamo iniziato la nostra ricerca da brani di musica leggera che hanno accompagnato ed hanno fatto da colonna sonora alla nostra gioventù ed età adulta.

CHAMPAGNE (Peppino di Capri)

Questa è una canzone del cantante Peppino di Capri, degli anni 70, con ogni probabilità autobiografica. È una canzone molto bella, con musica coinvolgente, dedicata ad una donna bellissima, simpatica, apparentemente sincera che tradisce la fiducia e che rischia di far diventare l’amore faticoso da vivere. Brindando, Peppino di Capri, Taglia. Vuol far finire un amore non più sincero per ricominciarne un altro più tranquillo e più sereno! Un collegamento d’obbligo c’è: “La Traviata” ma… si sa qual è il finale!!! Si brinda anche quando le situazioni sono tristi!

Ci vorrebbe il mare (Marco Masini)

È una canzone moderna! Ma ci sono emozioni legate alla voce di Marco Masini, alla sua difficile vita di cantante!  Il mare è descritto come positivo, come elemento positivo. Sempre in movimento.

IL MOVIMENTO È VITA!

Ma per andare in profondità bisogna essere equipaggiati, professionisti e conoscere il mare. Il mare è vita! Al mare associamo i venti, le stagioni, l’alternanza delle stagioni, dei colori dell’impatto dei colori e delle stagioni.

La vita è bella proprio per l’alternarsi delle stagioni. “Ogni stagione ha il suo perché” (M. Gabriella)

I mesi invernali sono, per me, quelli più creativi internamente, per il prepararsi per rifiorire e poi come il mare, l’inverno è più... ribelle!” (Michela)

Le immagini del mare e dell’inverno sono fortissime, il pescatore esce e sfida il mare ed i suoi movimenti. Il mare ha le sue imbarcazioni ed ogni imbarcazione ha la sua forza, il suo compito” (Assunta)

Sono tante le imbarcazioni ed ognuna fa il suo...

-Veliero
-Peschereccio
-Gommone
-Zattera
-Pattino
-Barca a vela
-Motoscafo
-Yacht
-Catamarano
-Nave
-Scialuppa
-Canoa
-Nave da crociera

Only you (Platters)

Le parole sono belle (Rita)

È una poesia di altri tempi (Maria Gabriella)

Sono belli i tempi di prima e quelli di oggi anche se meno romantici (Emanuela)

Bella canzone romantica (Maria Rosaria)

È una lettera d’amore dedicata a qualcuno (Maria s.)

In inglese mi piace, in italiano non mi piace, è troppo! (Maria Gabriella) È amore (Assunta)

Meglio la melodia che le parole (Silvia) Sia parole che melodia.

È molto passionale (Maria)

È fuori moda, adesso c’è più violenza. Dovrebbe esserci più delicatezza. È bella ha un significato profondo
Lui, il protagonista della canzone, è un uomo molto innamorato… l’amore non ha età, deve essere espresso con le parole, sono tante le parole per esprimere l’amore ma i fatti devono accompagnare le parole altrimenti rimangono solo parole. In Only You qualche fatto si è tradotto ma rimangono anche i dubbi…

La tramontana (Antoine)

La tramontana è un vento che viene dal nord. È un vento freddo fa girare la testa perché è gelido e fa perdere l’orientamento.

Antoine innamorandosi ha perduto la tramontana e non ci ha capito più niente. Perdere la tramontana è un forte innamoramento. Il vento è molto importante perché è movimento: Cristoforo Colombo non avrebbe scoperto l’America!

Ci sono i venti alisei e contro alisei. Ma la tramontana è un vento freddo che viene dal nord e bisogna ripararsi con cappelli e sciarpe.
Antoine l’ha perduta e vuole continuare a perderla. Il vento può però far perdere la testa e l’orientamento. E quando è troppo forte non va bene.
Ne serve quel poco che basta per accendere qualcosa.

Uno che vuole perdere la tramontana è una persona poco affidabile, va con tutte. Il vento fa bene, è necessario ma non può sempre soffiare perché fa cadere!

“Si può perdere il controllo, a volte capita, è meglio con cautela!”

Magic Moment (Perry Como)

Questa canzone ci ha portato emozione e ci ha fatto riflettere quali sono i momenti magici:

  • Quando si sta bene, me li ricordo fisicamente e mentalmente (Gabriella)
  • Fumare, le sigarette mi fanno stare più tranquilla (Eleonora)
  • Stare bene e fare le fotografie (Renata)
  • Quando ascolto la musica, mi rallegra e mi da gioia, mi entusiasma e mi fa stare contenta (Rita)
  • Stare insieme, parlare del più e del meno, stare con gli altri (Assunta)
  • Stare con i famigliari (Silvia)
  • Quando si decide di fare una gita insieme (Matilde)
  • Quando viene mia sorella o papà (Daniela)
  • Pensare a qualcosa di buono (M. Teresa)
  • Quando ci sono tutti i famigliari soprattutto i miei nipotini (Maria T.)
  • Quando ci sono gli amici (Maria S.)
  • Ballare…

Il momento magico la magia, è fatalità, qualcosa di speciale (tutte insieme)

Parole, Parole, Parole e Grande, Grande, Grande (Mina; Giancarlo del Re e Leo Chiosso)

Parole, parole, parole è molto bella

Lei vuole qualcosa di più delle parole, è la storia di una coppia di lei che si è stancata delle parole e di lui che non cambia e gliele continua a dire. Lei vuole l’amore, quello vero, la sensibilità. (come è difficile capirsi).
Lei vuole qualcosa di più delle parole. Ma lui vuole continuare a parlare. “Ascoltami ti prego” lui insiste. Lei da lui vuole che le sia più vicino con la sensibilità, l’amore.Vicinanza, vuole essere amata.
Le parole hanno un senso ma devono essere accompagnate dai fatti, ci vuole la sostanza. A nulla servono i regali se non c’è sentimento.
Questo non è un rapporto di amore alla pari: lui è innamorato di lei ma solo a parole.
Lei è stanca delle parole e vuole un rapporto migliore ma lui tergiversa.
Lei è stufa della situazione ma non riesce a lasciarlo, lui la tiene legata con le parole.
Con le parole si possono dire tante cose ma servono i fatti. Le parole sono anche dei politici e di chi ha potere. “L’amore non è solo caramelle ma anche confetti…” “L’amore è cura, l’uno verso l’altro”

Grande grande grande è più bella perché è più sensuale.

In questa canzone lei lo ammira di più, lei si sente più viva anche rispetto alle sue amiche la sua vita è migliore, anche se deve discutere sempre per ogni cosa. Si sente più forte anche se sempre in conflitto con lui.

Queste sono belle canzoni per la musica e le parole e ci hanno fatto riflettere sul tema dell’amore.

Una donna per amico (Lucio Battisti)

Cosa significa essere una donna per amico? Amici uomini: È possibile?

  • è possibile ma dipende dalla donna
  • No, l’uomo pensa sempre ad altre cose, meno che all’amicizia. Perché … e come diceva un conoscente:” l’uomo vede la donna solo se in orizzontale!”
  • SI, è possibile vedere l’amicizia fra uomo e donna, non c’è niente di male
  • Prima l’amicizia, poi, l’attrazione, poi l’interesse.

Alla base di tutto, indipendentemente se donna-donna, uomo-uomo e uomo-donna, è necessario il rispetto, la stima e la fiducia, “Interesse” perché un amico ci può completare. L’amicizia è una forma di amore, non romantico, libero da altri impulsi: amicizia ed amore sono relazioni e sono sentimenti.
L’amicizia è sentimento e condivisione ad avere interessi comuni. Si può essere amici di persone con valori opposti? Non più di tanto, può essere una contraddizione.

Di che colore è l’amicizia?

  • “Celeste perché è preziosa”
  • "Arancione”
  • “Rosso perché è unione, forza e volersi bene”
  • “Rosa perché è sentimento”
  • “Blu perché è legame”

L’amicizia è tutti i colori!

Nessuno mi può giudicare (Caterina Caselli)

Giudicare è colpire, parlare è un’altra cosa: comunicare bene significa parlare senza colpire e non offendere (Assunta).

Giudicare è quello che gli altri pensano di te in maniera corretta o sbagliata (M. Rosaria)

Tutti i momenti sono buoni per essere giudicati (M. Teresa).

Il giudizio è quasi sempre negativo, io non mi sento mai giudicata (Silvia).

Io mi sento giudicata quando sono aggredita verbalmente, quando mi vengono dette certe cose che non sono (Maria S.).

Non mi giudicano mai ma mi fa male… ma poi non ci penso più (Maria R.).

Io non me ne accorgo quasi sempre non mi viene detto in faccia e in modo diretto (Gabriella M.)

Quando mi sento giudicata non mi sento me stessa (Matilde R.)

Io non sono per dare giudizio lo lascio agli altri. Chi giudica deve saperlo fare e deve mettersi una mano sulla coscienza (Anna T).

Nessuno mi può giudicare-nessuno deve giudicare come dice la canzone. Tutte insieme!!!!!

Aggiungi un posto a tavola (Pietro Garinei e Sandro Giovannini)

Cosa significa aggiungere un posto a tavola?

È una canzone che rappresenta l’amicizia con Dio e gli altri, è un messaggio di allegria e di compagnia. Accogliere… se si ha il tavolo grande. Mi è capitato di andare a casa di persone che hanno aggiunto il posto e ci siamo sentiti felici perché ci siamo sentiti accolti. È un messaggio positivo, mette gioia e affetto (Maria S.).

A chi aggiungeresti un posto a tavola?

  • Renata ha pensato a Federica.
  • A qualcuno di molto grande, a dio (Assunta).
  • Ai miei amici e a Maria Rosaria (Gabriella M.).
  • Io Veronica aggiungerei Paola e Federica.
  • Annamaria ha detto Daniela.
  • Ad un amico che conosco da molto tempo, Ma soprattutto Federica (M. Rosaria).
  • Marilena aggiungerebbe la sua amica Antonella.
  • Antonella M. Aggiungerebbe sua sorella.
  • Maria R. aggiungerebbe don Stefano.
  • Maria S. Aggiungerebbe Paola e Federica.
  • Rita ha detto che aggiungerebbe gli amici e le amiche.
  • Giuseppe ha detto che aggiungerebbe il papa.
  • Maria Teresa ha detto alle persone che credono in Dio.
  • Silvia ha detto che aggiungerebbe il presidente della repubblica e agli amici.
  • Manuela ha detto che aggiungerebbe a dio e ai preti e alle suore.
  • Maria Filomena ha detto suo marito, sua figlia e sua sorella.

A chi non aggiungeresti un posto a tavola?

  • Alle persone antipatiche (tutti).
  • A chi si comporta da nemico.
  • Alle persone troppo altolocate.
  • Ai delinquenti.
  • Alle persone troppo snob.
  • Alle persone false.
  • A chi è egoista.
  • A chi è tirchio.
  • Non sono così cattiva.
  • Alle persone maleducate.

Questa canzone ci ha fatto ricordare l’importanza dell’amicizia e dell’accoglienza, anche se non è sempre possibile. Qualche volta qualcuno è poco “simpatico”.

L’accoglienza non è sempre facile!

Cercami (Renato Zero)

A chi dice cercami Renato Zero? Si rivolge a una donna.
Vorrebbe che lo cercasse e non soltanto nel bisogno ma di più, fedelmente.
Si rivolge a una persona però può essere anche cercato da chi non lo vuole più. Lui non vuole essere il pagliaccio perché in realtà anche quello era amore.
Sicuramente si rivolge a una persona cara dalla quale vuole essere considerato. Renato Zero è molto bravo a cogliere gli stati d’animo: lui coglie gli stati d’animo e tocca dentro.
È un poeta, capisce quello che si sente e lui ascolta e sa parlare con la gente. Non è su un piedistallo ma è uno di noi che non vuole essere indifferente agli altri.
Questa canzone ci dice di cercare nell’anima.
Cercare attraverso il padre eterno sapendo come i popoli sentono dio. Dio accomuna i popoli li unisce tutti (M. Teresa)

Fermati (Renato Zero)

Questa è una delle prime canzoni. Per quale strada vai?
Dove ci si può fermare? Dove è finita l’allegria?
R. Zero cosa ci sta invitando a fare? Ci sta invitando a stare più calmi. Di fermarci e riflettere.
Di pensare più a noi. Di non pensare troppo.
R. Zero si sta rivolgendo ad una sua cara amica, Mia Martini. Si conoscevano da ragazzi.
Ma è anche rivolta a chi ascolta il messaggio. Guardare le persone accanto con occhi e animo gentile.
Grazie R. Zero per le parole e la melodia.
Ci ricordi sempre l’importanza dei sentimenti e dei rapporti umani che dobbiamo valorizzare.

Scrivere è l’infinito del verbo che definisce l’azione di trasferire su carta pensieri, idee, personaggi e storie. Allo stesso tempo, scrivere può significare tendere verso l’infinito: perdersi nell’immaginazione, cercare e trovare un modo per “giocare” con le parole. Scrivere è attingere dalla propria mente, modellare e rimodellare il pensiero e le emozioni, per entrare nei panni dei personaggi che si stanno creando, pur rimanendo sé stessi: significa attingere al proprio archivio empatico. Scrivere è mettere nero su bianco emozioni, creatività e consapevolezza.

Durante i laboratori di scrittura creativa realizzati settimanalmente in RSA vengono esercitate:

  • le abilità cognitive, necessarie per tradurre il pensiero in parole: memoria, attenzione, coordinazione, percezione, linguaggio;
  • le abilità affettive, necessarie per tradurre ed elaborare gli aspetti emotivi e relazionali della personalità.

La scrittura è ampiamente utilizzata in ambito terapeutico, in particolare con persone fragili. È uno strumento prezioso per promuovere creatività e benessere. Ogni persona può essere allenata all’esercizio creativo e narrativo: la creatività appartiene a tutti, aiuta a percepire, osservare e trovare nuove connessioni tra le cose e le persone, tra sé stessi e il mondo circostante.

Queste nuove combinazioni stimolano il pensiero divergente, permettendo di uscire da schemi abituali e fissi, lasciando spazio a idee e percezioni più originali.

L’ortoterapia è considerata uno strumento riabilitativo capace di favorire il benessere psicofisico delle persone attraverso il contatto diretto con la natura, offrendo loro la possibilità di esprimersi e di affrontare la disabilità nelle sue molteplici forme, dalle più lievi alle più invalidanti.

L’idea terapeutica dell’orto a tavolo nasce all’interno del programma di Terapia Occupazionale, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente gli ospiti con difficoltà cognitive, comportamentali e motorie, riducendo al minimo le barriere architettoniche. Il progetto mira a migliorare la qualità della vita, contrastare ansia e depressione, favorire le relazioni sociali e stimolare i sensi, offrendo un’esperienza riabilitativa completa e accessibile a tutti.

Nei mesi di settembre e ottobre 2025 si è svolto il progetto di Pet Therapy “Ti porto a casa mia”, promosso dall’associazione “Tracce in Evoluzione”, che ha coinvolto con entusiasmo tutte le ospiti e tutti gli ospiti della nostra RSA BM. L’iniziativa si è rivelata un’esperienza intensa e positiva, capace di generare effetti benefici sul piano cognitivo, motorio e relazionale-affettivo dei nostri residenti.

La presenza dell’animale ha suscitato molti sorrisi, desiderio di affetto e gioia condivisa. In modo naturale e spontaneo, gli incontri hanno stimolato la memoria, la comunicazione e l’interesse verso il presente, anche tra le persone con forme di decadimento cognitivo. Alcuni partecipanti hanno riscoperto il piacere del racconto, altri si sono lasciati andare a carezze e gesti affettuosi, mostrando un rinnovato slancio emotivo e una maggiore apertura verso l’altro.

L’attività ha inoltre favorito l’esecuzione di semplici ma significativi movimenti: lanciare una pallina, spazzolare il cane o offrirgli un premio sono diventati opportunità di stimolo per il coordinamento motorio, la percezione sensoriale e la mobilità generale.

Questa esperienza ha inoltre portato calore e vitalità all’interno della nostra RSA. Un semplice gesto – lo scodinzolio di un cane, uno sguardo fiducioso, una zampa offerta – si è trasformato in un’esperienza di connessione e di cura.

Il valore forse più profondo, però, è stato quello relazionale: la Pet Therapy ha creato nuovi spazi di incontro e socializzazione tra gli ospiti e gli operatori, contribuendo a generare un clima sereno, autentico e partecipato nella nostra RSA.

Per una maglia solidale di comunità nel Municipio XI

Il progetto “Fili & Trame”, promosso dalla Cooperativa Sociale Magliana Solidale, nasce per favorire l’invecchiamento attivo e il benessere della persona anziana, in risposta ai cambiamenti demografici e al rischio di isolamento e decadimento cognitivo. Il progetto è stato realizzato nella nostra RSA a partire dal mese di settembre 2025 e si è concluso a fine gennaio 2026 con la sua prima edizione, coinvolgendo attivamente le ospiti e gli ospiti della struttura in un percorso capace di stimolare relazioni, partecipazione, attivazione mentale e manuale.

L’iniziativa si fonda su una pratica già attiva sul territorio del Municipio XI e sul contributo di volontari esperti, con il supporto dei servizi di Magliana Solidale e dell’associazione Arvalia Protezione Civile. In una prima fase, il gruppo di “Maglianti” ha incontrato la realtà di Villa Giuseppina, preparando doni destinati alle nostre ospiti come gesto di vicinanza e solidarietà. Successivamente, colpiti dall’entusiasmo e dalla curiosità suscitati dall’attività tra le nostre ospiti, è nata una collaborazione più strutturata: la RSA ha aperto le sue porte al “gruppo di Maglianti”, accogliendo con calore le loro attività e trasformando i nostri spazi in luoghi di condivisione, creatività e incontro tra persone e storie diverse.

Questa esperienza ha permesso alla RSA di Villa Giuseppina di consolidare sinergie sul territorio del Municipio XI e, al contempo, ha permesso di coltivare valori fondamentali alla base del percorso di cura e supporto all’anziano: la centralità della persona, la relazione come motore di cambiamento e l’autenticità dei rapporti.

La pratica del lavoro a maglia si è così trasformata in un mezzo e in un luogo di aggregazione e interazione sociale, capace di generare benessere, senso di appartenenza alla comunità e legami significativi trai partecipanti e gli operatori coinvolti.

A novembre presso la RSA Villa Giuseppina si è svolto l’evento “Tutti in gioco: tombolata con i nonni della RSA”, nato dalla collaborazione con il gruppo Scout della Parrocchia di Santa Silvia, Le Coccinelle del Cerchio Lanterna Amica.

L’incontro ha unito le ospiti della struttura e i bambini scout in un prezioso scambio tra generazioni. Protagonista della giornata è stata una tombolata speciale, realizzata a mano dai bambini, che con cura ed entusiasmo hanno condiviso il gioco con i nonni della RSA.

È stato un momento fatto di sorrisi, sguardi e gesti semplici, capace di creare legami autentici. I bambini hanno sperimentato il valore del prendersi cura e dell’incontro con l’altro; le anziane hanno vissuto nuove relazioni, accogliendo con emozione la dolcezza e i doni di questi piccoli ospiti.

Un’esperienza intensa e significativa, che racconta quanto l’incontro tra generazioni possa nutrire il cuore e rafforzare il senso di comunità.

Di seguito, il racconto delle nostre ospiti a seguito dell’iniziativa realizzata.

“Domenica 30 novembre 2025 abbiamo giocato a tombola insieme ai bambini degli Scout. Quando sono arrivati si sono presentati come il gruppo delle Coccinelle. Avranno avuto tra i 9 e i 10 anni erano simpatici e allegri. Ci ha colpito la loro gentilezza, educazione e spensieratezza e la capacità di stare insieme in un ambiente diverso dal solito e non solo con i loro coetanei.

Il clima era sereno, allegro e giocoso. La sala era allestita con i tavoli in orizzontale al centro della sala del soggiorno, eravamo quasi tutti… Come premi c’erano degli alberelli fatti a mano dagli scout. I vincitori sono stati: Assunta, Anna, Antonella M., Emanuela, Maria R., e Renata. Nessuno è rimasto a mani vuote: i bambini hanno preparato dei premi di consolazione per tutti fatti da loro. Erano degli alberelli di cartoncino verde con sopra una coccinella e un nastrino rosso e con sopra scritto buon Natale 2025.

La tombola è un bel gioco. Stimola l’atmosfera del Natale. C’è la gioia di giocare. Giocare a tombola significa divertimento, attesa, attesa della chiamata del numero. Giocare è gioia. È un impegno mentale, serve concentrazione. è un impegno psicologico perché si deve stare attenti ai numeri, quali sono, vedere se sono presenti nelle cartelline, ricordarli, stare attenti se escono per fermarli sulla cartella. Non ci si può distrarre! C’è sempre l’ansia che escano i numeri desiderati per vincere e avere un premio.

I premi gratificano. La tombola è un gioco, significa divertimento, vincere, perdere: c’è chi vince c’è chi perde. Giocare è condividere, condividere le regole, emozioni. È il piacere di stare insieme e giocare insieme significa rispetto e attenzione verso gli altri. Giocare non ha età.”

Si è conclusa la prima edizione del progetto “I Nipoti di Babbo Natale”, promosso dall’Associazione Un Sorriso in Più Onlus e rivolto alle persone anziane delle strutture residenziali di tutta Italia, con l’obiettivo di offrire supporto affettivo e nuove opportunità di relazione a chi, soprattutto durante il periodo delle festività, può essere maggiormente esposto a solitudine e isolamento.

Nel corso del periodo natalizio, ciascuna delle nostre ospiti ha visto realizzato un proprio desiderio grazie ai Nipoti di Babbo Natale: volontari provenienti da diverse città, disponibili a mettersi in gioco non solo attraverso la consegna dei doni richiesti, ma anche offrendo tempo, presenza e calore umano nell’incontro con l’anziano.

Da questi incontri sono nate nuove conoscenze e, con il coinvolgimento attivo di ospiti e operatori, abbiamo assistito alla creazione di esperienze significative e di legami inaspettati, capaci di riportare al centro i bisogni, le aspirazioni e il benessere psicologico delle nostre ospiti.

Proprio da queste esperienze prende forma l’impegno quotidiano delle RSA di Villa Giuseppina: coltivare relazioni autentiche dentro e fuori la comunità, mettere al centro la persona anziana, i suoi desideri e i suoi bisogni, accompagnandola nella riscoperta della gioia di sentirsi viva e parte integrante di una comunità.

Di seguito alcune testimonianze delle nostre ospiti.

“Natale è il periodo dell’anno in cui ci si scambiano i regali, di più, molto di più, rispetto agli altri momenti dell’anno perché ci si sente più buoni e altruisti. Natale significa Natività. Stare insieme, festeggiare, mangiare, bere, stare di più insieme. Siamo più buoni perché siamo più gentili, generosi: più altruisti. A Natale nasce Gesù secondo la tradizione, il Bambinello.

Fa freddo, è inverno, ma si respira aria di festa che riscalda i cuori.

“I Nipoti di Babbo Natale” Un gruppo di persone, volontari, molto cordiali e generosi. Hanno rallegrato di più il nostro Natale 2025 con doni. Ci avevano già contattato nel mese di ottobre perché volevano conoscerci per esaudire i nostri desideri. Ecco la prima lista. Non è stato subito così semplice esprimere un desiderio e scegliere un regalo. Abbiamo parlato insieme e ci siamo confrontate durante gli incontri ed i gruppi, per tornare indietro nel tempo, alla nostra giovinezza e ricordare.

La gentilezza, la cordialità, la voglia di stare insieme, aiutare l’altro e conoscere gli altri. È stata un’esperienza significativa perché abbiamo conosciuto persone nuove, diverse dalle solite che frequentiamo, nuove amicizie. Loro ci hanno stimolato a relazionarci di più, con persone, storie tanto diverse, particolari. Ciò che ci ha colpito tanto è come, ai tempi di oggi, non ci si aspetti tanta gentilezza, tanta umanità, spontaneità: quasi a non crederci! È stato bello ricevere i doni dai Nipoti di Babbo Natale. Loro, tutti, hanno mostrato forza d’animo, amicizia e solidarietà! Hanno sfidato il freddo la pioggia e ...il traffico di Roma durante il periodo natalizio per conoscere e farsi conoscere e per darci l’opportunità di raccontare la nostra storia.”

https://www.nipotidibabbonatale.it